Casa Mollino: una storia incredibile!

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Casa Mollino: Torino, Italia. Villa del 18 ° secolo.

La casa di Carlo Mollino in cui non ha mai realmente vissuto: “Mollino ha progettato le stanze dal 1960 fino al 1968 come impostazioni lussuose e intricati per uno dei suoi interessi fotografici più ossessivi, ritratti femminili, per creare un inspiegabile, vasta collezione di erotica.”

Quel luogo sarebbe diventato il suo spazio segreto, la sua piramide privata da ammobiliare secondo i suoi gusti e il suo credo estetico, con oggetti accuratamente selezionati e che contassero veramente. Non fotografò né parlò mai della sua casa. Una delle stanze lo avrebbe accolto al momento del trapasso e Mollino l’arredò per questo scopo: ispirandosi alla cerimonia funebre degli antichi egizi in cui la salma del morto viene trasportata su una barca fino ad una città opulenta dove trascorrere la sua esistenza nell’aldilà, Mollino allestì la stanza dove sarebbe morto. Il letto ottocentesco a forma di barca poggia su un tappeto azzurro come l’acqua mentre una parete è interamente decorata da farfalle dai colori sgargianti che simboleggiano la rinascita dopo la morte.

Dopo la morte di Mollino, un ingegnere acquistò la casa e cambiò il un sacco di cose. Ma 28 anni dopo la casa è stata trasformata in un museo e grazie alle lettere e i documenti privati ​​di Mollino, la casa è stata ricreata.

Carlo Mollino, nato a Torino, figlio unico dell’ingegnere Eugenio Mollino, completò gli studi, dalle elementari alle superiori, presso il Collegio San Giuseppe. Nel 1925 si iscrisse alla facoltà di Ingegneria e, dopo un anno, si trasferì alla Regia Scuola Superiore di Architettura dell’Accademia Albertina di Torino, in seguito divenuta facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, dove si laureò nel luglio del 1931.

Mollino è stato, oltre che architetto e designer, anche pilota di aeroplani e di auto da corsa, scrittore, fotografo. Ottimo sciatore, nonché direttore della Coscuma (commissione delle scuole e dei maestri di sci), nel 1951 scrisse il trattato Introduzione al discesismo dalle cui pagine emerge appieno tutta la sua personalità inquieta, fantasiosa, bizzarra.

Dopo avere pubblicato nel 1948 i volumi Architettura, arte e tecnica, nel 1953 vinse il concorso a professore ordinario e ottenne la cattedra di Composizione architettonica, che conservò fino alla morte. Nel 1957 partecipò al Comitato organizzativo della XI Triennale di Milano. Mollino morì improvvisamente nel 1973, quando ancora era in attività, nel suo studio.

Fotografie di Bart Kiggen.

fonte: www.nooktwelve.com

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Mondo Abitare collabora con Nook twelve

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Casa Mollino: una storia incredibile! ultima modifica: 2014-10-08T09:29:46+00:00 da Redazione CuDriEc
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